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mercoledì 14 settembre 2011

Il grande giornalismo!

Stamattina, grazie alla segnalazione del mio buon collega Francesco, detto anche "Trova le cinque differenze", ho potuto leggere su Repubblica.it un articolo che parlava dell'amicizia tra il capitano del Palermo e il figlio di un boss mafioso.

A parte che, guardando il video, i due sembrano veramente innamorati, la cosa su cui concentrarsi era il testo dell'articolo.

Ecco una diapositiva dell'articolo:




allego anche un'immagine ingrandita, per chi non sa cos'è un click:


e alla fine, per chi ancora si ostinasse a non leggere, copio il testo interessante:

"[...] ha raccolto molte istantanee con Miccoli e con altri personaggi mafiosi, da Giuliano Sangiorgi dei Negramaro ad Aldo Baglio. [...]"

Avendo inizialmente pensato ad un grossolano errore del giornalista Enrico Bellavia, ho fatto delle indagini.

Ed ho scoperto che c'era del vero.

A riprova di ciò, allego documentazione fotografica:


Don Giuliano (Sangiorgi)
Nella foto è possibile vederlo mentre si accinge a pronunciare il classico: "Baciamo le mani.", arrivando ad una riunione dei principali boss mafiosi, organizzata per scegliere la copertina dell'ultimo album dei Negramaro.


Don Aldo (Baglio)
In una foto scattata poco dopo l'assassinio a sangue freddo di un uomo del clan avversario. Nello scatto si può notare lo sguardo brutale e assassino che caratterizza quest'uomo. Brrr...


Naturalmente adesso l'articolo di Repubblica.it è stato corretto dal giornalista distratto.

Rimane il dubbio su un'altra foto trovata nel portafogli del figlio del boss:


Non bisogna farsi influenzare dallo sguardo selvaggio.

Attendiamo l'esito delle indagini prima di saltare a conclusioni affrettate.



martedì 5 luglio 2011

La notte della rete: diretta streaming

Un pò in ritardo, ma si trasmette la diretta in streaming anche da me.

Per informazioni sull'evento, vedere qui.

AGGIORNAMENTO 06/07/2011: la diretta streaming è finita (ieri), quindi aggiorno il post con la registrazione dell'evento, per chi se lo è perso:



Ah, dimenticavo! Grazie a Sebastiano Cuffari e al suo blog, da cui ho tratto il link della registrazione.

sabato 19 giugno 2010

Legge Bavaglio




Qui e qui si trovano alcune informazioni sull'argomento.
Qui l'opinione di De Magistris.

Di seguito la mia seria opinione sull'argomento.

Mi sento un po' come in Johnny Stecchino, che i problemi della Sicilia erano il traffico e la siccità.

Infatti il vero problema dell'Italia è sotto gli occhi di tutti e non ci fa dormire la notte.

Il vero problema dell'Italia sono le intercettazioni telefoniche.

E' il vero problema di tutti i precari. Già da tempo i precari comunicano tra loro per mezzo di frasi scritte su contratti a termine, che si scambiano a mo' di pizzini all'interno delle agenzie interinali. Posso affermare che sono OSSESSIONATI dalle intercettazioni.

Un'altra categoria TERRORIZZATA dalle intercettazioni telefoniche è quella dei disoccupati. Si aggirano furtivi a tutte le ore (infatti non lavorano e hanno più tempo libero), ingegnandosi per trovare un modo per comunicare col mondo, che non venga intercettato dalle autorità. Un modo di avvertire a casa: "Gianna, butta la pasta!" senza il pericolo di trovarsi 30 famelici magistrati dall'orecchio fine seduti a tavola.

Per non parlare degli operai Fiat di Termini Imerese e Pomigliano D'Arco: loro sono assolutamente ESASPERATI dalla paura di essere intercettati al telefono. Questi poveri padri di famiglia non ci dormono la notte. Hanno tentato di inserire negli accordi schiavisti coi sindacati anche la dotazione di un telefono anti-intercettazione per comunicare in privato con i familiari, ma glielo hanno rifiutato e anzi, come punizione, hanno inserito una clausola per cronometrare i minuti persi in pipì, da recuperare come straordinario nei fine settimana. I vertici non si sono ancora pronunciati per la cacca, ma è evidente che gli operai hanno ben altro per la testa! Si vocifera che abbiano incominciato a comunicare tra loro attraverso gli striscioni alle manifestazioni, dove, volutamente, inseriscono delle lettere in più (ad es. FateCci lavoRrare infaMmi!) per comporre messaggi criptati tipo: "Ci vediamo giovedi sera alle 6 per la partita".

E' quindi naturale che il Governo, ed in particolare il nostro instancabile presidente Berlusconi, si facciano portavoci delle REALI ESIGENZE DEGLI ITALIANI e cerchino di arginare un problema, quello delle inutili e impiccione intercettazioni telefoniche, che da anni meritava di essere risolto, per rasserenare gli animi.

Unanime è stato il consenso di mafiosi e corrotti: loro si dicono ENTUSIASTI della legge anti-intercettazioni, che permetterà di snellire la libera circolazione delle merci e dei denari, in un gioioso sistema concorrenziale, che favorirà gli audaci e gli innovatori.

Basta con queste lunghe e tediose sessioni di intercettazioni!
Ma pensate anche ai poveri intercettatori: loro si sorbivano, durante l'anno, ore e ore di pettegolezzi tra suocere, tra amanti, tra mafiosi, tra politici corrotti! Uffa che noia! Con questa legge, le intercettazioni dureranno così poco, che nessuno arriverà ad annoiarsi!

Insomma questa legge accontenterà un po' tutti.

E accontenta anche i blogger che, grazie alla nuova legge, vengono equiparati a testate giornalistiche e hanno l'obbligo di rettifica delle notizie pubblicate entro 48 ore dalla segnalazione, o sono soggetti ad una sanzione che arriva fino a 12.500 euro.
Era ora che qualcuno si accorgesse anche dei blogger!
E che li spingesse a migliorarsi ogni giorno con delle sanzioni da migliaia di euro!
Questo non potrà che giovare alla qualità della libera informazione su internet!

"Perdinci! Gigino, stai attento a quello che scrivi della maestra sul tuo blog! Che se alla maestra non piace, devi pagare tanti euri, che ti dobbiamo dare un anticipo sulla paghetta di 20 anni..."

Grazie governo, grazie Berlusconi, grazie mafiosi che avete a cuore il futuro dei miei figli.

Sono orgoglioso di vivere in quest'epoca...

giovedì 25 febbraio 2010

Google condannata, ovvero "ALLARME! LIBERTA' IN PERICOLO"




L'articolo potete leggerlo ovunque. Ad esempio qui e qui.

Riassunto:

Nel 2006 viene pubblicato su Youtube un video, in cui quattro studenti (deficienti) di un istituto tecnico di Torino picchiano e insultano un ragazzo autistico. Il video rimane per due mesi online, totalizzando migliaia di visioni (5500 contatti). Youtube appartiene a Google.

Scattano le denunce dei familiari e dell'associazione ViviDown (il coinvolgimento dell'associazione credo sia dovuto al fatto che, inizialmente, si era diffusa la voce che il ragazzino malmenato fosse affetto da sindrome di down, ma invece era autistico).

Oggi (il 24 Febbraio per l'esattezza) tre dirigenti di Google Italia sono stati condannati per il reato di violazione della privacy, a sei mesi di reclusione con la condizionale. Sono invece stati assolti per il reato di diffamazione.




Ora voi direte: "e a noi cosa interessa?". Secondo me dovrebbe interessarvi un sacco, perché questa sentenza autorizza a pensare che il responsabile di un contenuto su internet, non è chi quel contenuto lo pubblica, ma è il contenitore stesso!

Vi faccio un esempio: un uomo prende una penna e la conficca nella pancia di un altro uomo. Secondo la logica della suddetta sentenza, si dovrebbero arrestare i dirigenti della BIC per non avere vigilato sull'utilizzo che si faceva delle loro "pericolosissime" penne...

Altro esempio: alcuni terroristi si scambiano per posta ordinaria i piani per i prossimi attacchi e le istruzioni per costruire delle bombe con due cotton fioc e del miele di acacia. Questa sentenza vorrebbe che, in caso di attentato terroristico, si denunciassero i dirigenti di Poste Italiane per non avere filtrato i contenuti che passavano attraverso i propri uffici postali.

Questa sentenza crea un importante precedente, tanto importante che ne ha scritto la stessa Google sul suo blog internazionale (qui), titolando "Serious threat to the web in Italy" cioè "Grave minaccia per il web in Italia".



Gli scenari possibili che io intravedo sono tre:

1) Da oggi fioccheranno le denunce per qualunque stupidaggine (ad es.: hanno pubblicato il mio video di quando ho fatto la recita delle medie, e non ero pettinato... DENUNCIA! ...), e a quel punto libertà del web... addio;

2) Diminuiranno i siti che permettono il libero scambio delle informazioni. Insomma, diciamocelo, se io fossi Google Italia mi guarderei bene dall'incappare in altre denunce, ergo... limiterei la libertà sul mio portale dei video... e a quel punto libertà del web... addio;

3) Il tutto si risolverà in una enorme bolla di sapone, con Google che vince in appello e tutti ci dimenticheremo di questa piccola deriva, tutto tornerà a posto e tutti ci vorremo più bene...




In qualsiasi caso, non si può ignorare il segnale che si sta dando al web e a chi ne usufruisce: "cari cittadini del web, adesso ci siamo stancati di non potere controllare un mezzo di comunicazione così forte"...
e a quel punto libertà del web... addio...

ma intanto la lunga ombra dei deficienti del web si estende anche sul vostro amato facebook...(qui e poi qui)

...chissà che non decidano di chiudere anche quello...

ah, ah, AH, AH, AH, AH ... (risata diabolica a sfumare)


Aggiornamento 26/02/2010:
Alcuni articoli interessanti di approfondimento di Punto Informatico: qui, qui, qui, qui e qui.

LinkWhitin

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